
Dopo una lunga pausa, dovuta per lo più ad un blocco dello scrittore non ancora del tutto risolto, che mi ha tenuto lontano dal blog per un po’ di tempo, torno finalmente a scrivere su queste pagine per consigliare, a chiunque sia disposto ad ascoltarmi e a fidarsi del mio gusto, della buona musica.
Se mai fosse possibile parlare di un self-maid man, nel mondo della musica, il caso che vi sottopongo calzerebbe a pennello.
Oggi vorrei parlarvi di James Morrison (no! Non James Douglas Morrison dei Doors), un giovane cantautore inglese uscito alla luce della ribalta nel 2006.
Una voce vera, dura e graffiante che canta dei testi forti, pieni di emozioni maturate alla luce delle esperienze di vita poco felici che questo ragazzo ha fatto.
James nasce a Rugby il 13 agosto del 1984 in una famiglia povera, disastrata dai debiti e da un padre degenere che se ne va via quando James è ancora un ragazzino.
L’esperienza segnerà particolarmente la madre che sarà soggetta ad una continua depressione e che, coperta dai debiti, trascinerà con sé i figli in continui trasferimenti dovuti a sfratti e pignoramenti.
A nove anni si trasferisce a Northampton. James e i fratelli sono costretti a farsi tutto da loro, in casa e fuori, poiché la madre è oberata di lavoro e l’inserimento nella comunità non riesce particolarmente bene al giovane Morrison.
Quanto meno, dal punto di vista musicale, a Morrison, non manca niente: la madre, componente di una band in gioventù, ha una ricca collezione di dischi che spazia dai Pink Floyd a Michael Jackson fino a Van Morrison dalla quale James attinge l’humus che farà fermentare in lui il seme della musica.
La passione della chitarra, come spesso succede, nasce per merito di un parente, lo zio, che gli insegna alcuni riff e che Morrison suona ogni sera, trovando forse, nello strumento, una forte valvola di sfogo ai suoi problemi quotidiani.
La famiglia si trasferisce a Porth dove, finalmente, l’ambiente sembra essere più amichevole e coinvolgente e dove James comincia a suonare con gli amici e per le strade, racimolando così anche qualche sterlina per contribuire al bilancio familiare e attirando una vasta folla di gente che apprezza la voce roca del soul man.
Imitando i suoi idoli, tra cui Otis Redding, James trova un suo modo di esprimersi e un suo particolare stile che lo convincono a studiare ad alti livelli musica.
Gli studi però non vanno benissimo, ad un ottima pratica accompagna una teoria stentata e fatta controvoglia (compensata però da una sorta di orecchio assoluto che gli consente di riprodurre fedelmente note appena ascoltate).
Dopo la scuola però, James, si mette a lavorare e perde di vista la sua passione per la musica seguendo la sua fidanzata Gill a Derby, dove trova impiego in autolavaggio.
Licenziato da questo lavoro si rassegna all’idea di rientrare a Porth, vedendo sempre più lontane le serate passate a suonare nei pub, vedendo sfumare quell’attimo di modesta notorietà che la sorte gli aveva fatto assaporare.
Qui c’è la svolta perché, si sa, nella vita ci vuole iniziativa personale ma anche il fattore C.
James incontra un chitarrista che aveva conosciuto in passato il quale lo tira dentro al progetto di incisione di un CD demo che viene notato dall’ex A&R Spencer Wells che lo incontra, si innamora della sua voce e gli procura un contratto con la Polydor e il produttore Martin Terefe (KT Tunstall).
Il 2006 vede l’uscita di “undiscovered” che, oltre alla Cover track, contiene successi come “You Give me something” e “wonderfull world”.
Morrison trae ispirazione dalle proprie esperienze per scrivere i testi, parla di amici d’infanzia finiti nella polvere, sbandati e senza un futuro (undiscovered), di un conoscente che, travolto dalla droga, non ha più chance e speranze (one last chance), della madre, che lo ha deluso ma alla quale vuole comunque un gran bene ( this boy), della visione pessimistica del mondo ormai allo sbando (wonderfull world) o di sentimenti distrutti dagli eventi più forti (the pieces don’t fit anymore).
Insomma una voce carica di sentimento, graffiante roca, molto soul accompagnata da una chitarra acustica ben ritmata che crea sonorità classicheggianti ma del tutto nuove per il soul inglese, il tutto concentrato in un ragazzo di 24 anni che peserà al massimo una sessantina di chili: una forza della natura che attraverso mille difficoltà ci ha portato la sua musica alle nostre orecchie…tendiamole!
Personalmente consiglio l’ascolto integrale del primo cd, “undiscovered”, con particolare attenzione ai brani “Wonderfull world”, “One last chance”, “The pieces don’t fit anymore”, “Call the police”, “Undiscovered” e “this boy”…vi piaceranno sicuramente.
In prossima uscita (fine settembre NdR) il nuovo album “Songs for you, truth for me” e del singolo estratto “You make it real” al quale presto un occhio (e un orecchio) di riguardo e che è possibile ascoltare in anteprima al sito www.jamesmorrisonmusic.com.
Buon ascolto
Marco Tiboni